Rifiuti e raccolta differenziata: quale work in progress in Sicilia?

Sabato 14 Giugno 2014 alle ore 18.00 si è tenuto un incontro sul tema organizzato dal Laboratorio della Politica per chiarire buone prassi, criticità attuali e soluzioni praticabili.

Il moderatore dell'incontro è stato Sebastiano Spina, di Zero Waste Sicilia; i relatori Benedetto Diana di IPI - società affidataria insieme ad Oikos del Comune di Catania per i servizi ambientali, raccolta dei rifiuti, pulizia del suolo pubblico - il quale ha parlato della raccolta differenziata a Catania, evidenziandone le criticità e le cause in funzione del contesto; e Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla, comune virtuoso in provincia di Siracusa, che a Gennaio ha inaugurato con il circolo "Rifiuti Zero" la prima eco stazione comunale in Sicilia. Ha partecipato ai lavori con un intervento l'Assessore all'Ecosistema Urbano Rosario D'Agata.

Il Laboratorio della Politica ha festeggiato, insieme ai cittadini, cinque anni di attività ed incontri per l'informazione sulla "cosa pubblica".

Sabato 12 Aprile alle ore 17.45 nella sede di via Costanzo n.8 si è tenuta una tavola rotonda su Catania: imprese, welfare, utilizzo dei beni confiscati e beni culturali sono state le tematiche all’ordine del giorno. Il Sindaco Enzo Bianco ha partecipato attivamente ai lavori rispondendo alle istanze e alle proposte dei relatori: Antonio Perdichizzi, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Catania; Marcella Giammusso, portavoce G.A.P.A. Giovani Assolutamente per Agire Catania; Maria Luisa Barrera, portavoce officina beni confiscati Libera Catania; Daniele Malfitana, direttore Istituto Beni Archeologici e Monumentali CNR. Moderatrice dell'incontro Fiorella Pisani del Laboratorio della Politica. 

I cittadini hanno risposto numerosi all’invito del LabPol: una sala gremita, di tutte le fasce d’età, ha seguito l’incontro con curiosità, interesse e partecipazione. 

Ieri domenica 26 Maggio al Laboratorio della Politica si è tenuto l’incontro “Una storia semplice: Don Pino Puglisi”  tenuto da Don Giuseppe Bellia, biblista, docente universitario e parroco a Catania presso S.M. della Mercede e moderato da Fernando Adonia.

Muovendo dalla Beatificazione di Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993, don Bellia ha riflettuto sulla testimonianza di don Puglisi, che nella sua mitezza e determinazione ha mostrato la via di un cambiamento in un contesto – quello di Brancaccio - in cui la mafia dominava sul presente e sul futuro della gente.

Don Puglisi ha assecondato i disegni di Dio diventando un martire moderno: una testimonianza di Fede, la sua, che ci induce ad ascoltare e ad assecondare il volere di Dio al di là della nostra progettualità: a coltivare la nostra onestà, denunciando l’ingiustizia e donando speranza in un cambiamento possibile.

È stato un incontro molto partecipato quello organizzato dal Laboratorio della Politica domenica 7 Aprile sul nuovo Piano Regolatore Generale, attualmente all’esame del Consiglio Comunale.

Dopo l’illustrazione da parte del relatore delle linee essenziali del progetto, i cittadini hanno avanzato molteplici rilievi critici, essenzialmente incentrati sui seguenti aspetti: dimensionamentmo; formulazione dello strumento urbanistico senza il necessario coinvolgimento della cittadinanza; ancata previsione di strumenti ed incentivi per il recupero del patrimonio edilizio esistente; difficoltà di attuazione degli interventi previsti nelle aree risorsa.

Vi sono stati anche interventi che hanno sottolineato gli aspetti positivi dello strumento urbanistico e la necessità che la città venga comunque dotata di un Piano moderno (ponendo così fine alle distorsioni connesse alla vigenza di un Piano risalente agli anni 60.

“Il cambiamento può essere governato da cittadini che fanno scelte radicali e che agiscono in modo coerente, seguendo la propria coscienza”: questo il pensiero di Gianni Notari, docente di Sociologia presso la Facoltà Teologica di Sicilia e relatore dell’incontro mensile tenutosi ieri, sabato 5, al Laboratorio della Politica, sul “contributo dei cristiani al governo della città”.

Al centro del dibattito il “bene comune”: un richiamo concreto e continuo ai comportamenti di ciascun cittadino; un processo necessario, in special modo ora che le istituzioni, già lese e distorte, hanno perso la loro credibilità e si assiste ad un susseguirsi di scandali politici che si chiudono nel silenzio, ma che non vanno più essere tollerati.

L’ambiguità a cui si continua ad assistere va eliminata per lasciare spazio alla trasparenza, alla partecipazione politica: un cambiamento che va attivato dal basso con impegno e con responsabilità.