I "Bilanci di Giustizia” sono stati l'argomento dell'incontro organizzato dal Laboratorio della Politica domenica 15 aprile alle ore 18.45 nella sede di via Costanzo 8 Catania: un vasto movimento culturale e d’opinione che propone  strumenti concreti per “cambiare”, passando dalle parole ai fatti e misurando il grado di giustizia delle nostre scelte quotidiane.

Argomenti centrali benessere e qualità della vita, economia globale e relazione, crescita e decrescita; relatore Luigi Pasotti, responsabile locale dell’organizzazione.

Cambiare si può: parola di Gianfranco Damico, Life Coach, trainer e scrittore, che domenica 26 Giugno alle ore 18.00 ha tenuto un incontro dal titolo “Cambiare vita, cambiare politica” al Laboratorio della Politica.

Damico parte dalla riflessione secondo cui restiamo spesso incastrati in situazioni da cui non riusciamo a uscire, e così non otteniamo ciò che ci sta a cuore: siamo noi stessi a negarci, per pregiudizi o per paura, la capacità e la possibilità di animare il cambiamento nella nostra vita personale, così come nella sfera sociale e politica. Un incontro animato e partecipato in cui la sfera personale e motivazionale si è intrecciata con quella politica, fornendo molti spunti di dibattito e di attiva riflessione. 

Le nuove frontiere della comunicazione politica si chiamano Facebook e Twitter.

Questi social network oggi crescono costantemente raggiungendo un numero sempre maggiore di utenti: ne sono consapevoli da tempo anche i politici, che molto spesso affidano la propria immagine all’interno di essi a consulenti specializzati in grado di aumentarne la visibilità e la popolarità.

Come nasce la comunicazione politica su Facebook? Quali strategie vengono messe in atto? Quali esempi di successo troviamo in Italia? E inoltre, che impatto potrebbero avere i social network sull’economia e sul mercato del lavoro?

A queste e ad altre domande ha risposto Rino Scoppio, consulente aziendale barese autore del libro (disponibile gratuitamente su internet) “Social Network e Bermuda”, nell’incontro di venerdì 3 Dicembre alle ore 19.00 nella sede del Laboratorio della Politica di via Costanzo 8, a Catania.

 

“Le parole indicano ciò che siamo” e se queste si svuotano di significato, anche noi perdiamo valore. Questo il primo e fondamentale senso dell’intervento di Graziella Priulla, professore straordinario alla Facoltà di Scienze Politiche di Catania, dove insegna "Sociologia della Comunicazione", "Comunicazione Pubblica e Istituzionale" e "Sociologia dei Processi Culturali".

L’incontro, dal titolo “La violenza contemporanea sul linguaggio” si è tenuto nella sede del Laboratorio della Politica, in via Costanzo, 8 a Catania, domenica 16 Maggio.

Un incontro che,  ben lontano da fini speculativi o linguistici, ha messo in luce alcuni aspetti inquietanti quanto evidenti dell’evoluzione – o imbarbarimento – del linguaggio di oggi, in special modo in quello veicolato dai media e dalla propaganda politica.

Le malattie della parola di cui la prof.ssa Priulla fa ampia denuncia sono l’involgarimento, la menzogna, il silenzio, laddove l’omissione della verità diventa manipolazione dei cittadini e, soprattutto, ciò che viene veicolato è “un tipo di realtà diventato spettacolo”.

Oggi il 77% degli Italiani si informa unicamente tramite la televisione: questa è l’era dell’homo videns, che non usufruisce né della stampa né della rete, unico mezzo di comunicazione finora non controllabile; e non si rende conto, quindi, della differenza che intercorre tra propaganda e manipolazione, tra pubblicità e politica, tra verità e rappresentazione linguistica di essa, figlia dell’antica dicotomia tra essere e apparire.

Anticorpi per discernere meglio ciò che sta accadendo?

Informarsi da più fonti. Veicolare le informazioni. Comunicare. Parlare. Molti Italiani mostrerebbero il loro disappunto sapendo che, in un momento economico di tagli importanti in settori vitali  – dalla pubblica amministrazione alla sanità, per citarne sono due – sono state stanziate cifre enormi per spese militari, in barba alle pensioni e alla classe media che non riesce a pagare i mutui.

Indignata ma sempre equilibrata la prof.ssa Priulla, lucida nel suo interesse principale e nella sua prima occupazione e preoccupazione: la formazione dei suoi giovani studenti. Trasmette un accorato trasporto e un impegno personale nel dare il suo contributo ad una società in fieri insicura e ingrata, desiderosa di modelli e di certezze, dove ciò che viene detto, specie dalle istituzioni, indichi davvero una verità e non costituisca il simulacro di un nuovo inganno.

Domenica 18 Aprile si è tenuto nella sede del Laboratorio della Politica di via Costanzo 8 a Catania un incontro dedicato alle “strategie” dell’informazione utilizzate dai mass media: L’Informazione: Una, nessuna, centomila, con relatore Nuccio Vara, Vice Capo Redattore TG Rai Sicilia. L’incontro ha messo in luce le strategie dell’informazione e della “disinformazione” nel dibattito sociale e politico, sottolineando come in Italia non sia in discussione la libertà di stampa ma sia in atto un evidente conflitto di interessi per la concentrazione dei poteri; anche le fonti di informazione, pur nella loro molteplicità tendono a creare una omologazione culturale delle idee.

Ancora una volta il Laboratorio della Politica, spazio di “riflessione pratica” su società, politica ed economia, raccoglie le esigenze dei cittadini e dedica ben due incontri al tema dell’informazione. Il secondo infatti, dal titolo “La violenza contemporanea sul linguaggio”, si terrà domenica 16 Maggio e vedrà come relatrice Graziella Priulla, professore straordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Catania.